Food&more

Una cucina senza sprechi

Come scegliere i prodotti migliori, come trattarli e prepararli per avere una cucina sostenibile

19 Febbraio 2025

Quanti modi ci sono per usare frutta e verdura senza produrre scarti? La risposta è: infiniti. In questo articolo ci tengo a dimostrarvi che ci vuole davvero poco per portare avanti una cucina senza sprechi e il più possibile sostenibile di come questa scelta vi aiuterà ad organizzare meglio i vostri spazi, il vostro tempo e, perché no, anche il vostro portafoglio.

Partiamo da una piccola premessa. Più la nostra alimentazione si basa su alimenti di origine vegetale, maggiore è il contributo che possiamo apportare per salvaguardare l’ambiente. Frutta, verdura e legumi, infatti, sono gli alimenti da consumare quotidianamente e in misura maggiore se vogliamo veramente portare la rivoluzione, non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello nutrizionale, come gesto di cura verso la nostra salute e il nostro corpo.

Come scegliere i prodotti migliori e come sfruttarli al meglio?

come scegliere i prodotti migliori e come sfruttarli al meglio

Se, da un lato, possiamo dire che la percezione di qualità in senso assoluto – di un bene o di un servizio – è piuttosto soggettiva, lo stesso discorso non possiamo farlo in termini di cibo e di alimentazione. Penso infatti che ci siano alcuni punti imprescindibili di cui una spesa deve essere fatta e rispettando i quali è possibile scegliere prodotti di prima qualità.

In sintesi, un prodotto che io posso definire di qualità deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Provenienza italiana. Nel nostro Paese, infatti, si riscontra un controllo decisamente maggiore dell’uso di pesticidi e insetticidi e una minore tolleranza ad essi.
  • Filiera corta, cioè una filiera caratterizzata da un numero limitato di passaggi produttivi e di intermediazioni commerciali, che portano ad avere un contatto più diretto tra produttore e consumatore. Questa modalità di scambio permette una conoscenza più approfondita del prodotto da parte del consumatore, un risparmio in termini ambientali (di trasporto e di trasformazioni, per esempio) e, senza dubbio, anche in termini economici. Oltre a ciò, questa modalità di produzione contribuisce a rafforzare le economie locali, i piccoli produttori e il loro territorio e favorisce il progresso delle produzioni sostenibili in campo.
  • Residuo zero. Un prodotto si può chiamare in questo modo solo se non presenta residui da agrofarmaci di sintesi al momento della sua raccolta. L”idea, dunque, è quella sì di usare agrofarmaci, ma secondo dei tempi che permettano la degradazione della molecola sulla coltivazione prima della fase di raccolta.
  • Freschezza e stagionalità. Questi, infatti, sono due criteri fondamentali da rispettare, dal momento che entrambi ci garantiscono dei prodotti ricchi di sapori e caratteristiche nutrizionali migliori, capaci di durare più a lungo.

Più tecnica e meno spreco

Spesso, anche quando abbiamo a disposizione ottimi ingredienti, li sprechiamo senza neanche accorgercene. Questo succede non tanto perché li lasciamo marcire, quanto piuttosto perché non conosciamo la tecnica giusta per trattarli, cucinarli e quindi per valorizzarli al meglio. Forse non tutti lo sanno, ma ogni vegetale ha delle parti nascoste o considerate meno “nobili” che, se ben sfruttate, possono dare tantissimo, in termini organolettici e nutrizionali.

Se solo infatti imparassimo a usare ogni frutto e ortaggio al 100%, potremmo raddoppiare la resa della nostra spesa e dimezzarne il budget. Non solo, ma così facendo riusciremmo anche a non privarci di tutte quelle parti ricche di fitocomposti e, perciò, assai benefiche per la nostra salute.

Ecco qualche suggerimento da non dimenticare quando consumi frutta o verdura:

  • Cerchiamo, per quanto possibile, di mangiare la buccia dei vegetali o, eventualmente, di usarla all’interno di altre preparazioni. Con la buccia delle mele, ad esempio, si possono preparare delle ottime torte dolci, dei freschissimi frullati o, ancora, delle chips croccanti da consumare come snack spezzafame.
  • Con le parti più dure, coriacee e fibrose delle verdure – come i gambi o le foglie esterne – si possono preparare dei brodi saporiti, dei decotti oppure delle vellutate.
  • Usando le foglie più delicate di alcuni vegetali – come quelle di carote e ravanelli – puoi ottenere degli ottimi pesti. Arricchiti con frutta secca, spezie ed erbe aromatiche, diventeranno dei perfetti condimenti per paste, risotti o bruschette.
  • Anche il metodo di cottura che scegliamo ha un ruolo determinante. Cerchiamo di preferire delle cotture delicate, leggére e non eccessivamente lunghe. Così facendo, infatti, abbiamo una maggiore possibilità di preservare il sapore degli alimenti e la maggior parte delle loro proprietà nutritive. Ad esempio, al posto della bollitura, è molto meglio una cottura al vapore, che permetterà di non disperdere nell’acqua gli elementi idrosolubili dei vegetali.
  • Durante la conservazione di frutta e verdura, invece, è meglio evitare scorte eccessive di prodotti ed è bene organizzare il loro consumo partendo da quelli più deperibili e delicati (di solito, i vegetali a foglia verde come insalate, bietole e spinaci) e procedendo poi con quelli più resistenti (carote, barbabietole, cavoli etc.).
  • Quando tagliamo frutta e verdura, dobbiamo tenere conto che il loro contenuto di fitocomposti e la loro freschezza si riduce molto più velocemente. Per questo, al momento dell’acquisto preferiamo gli alimenti integri a quelli già cotti, tagliati o frullati; durante le preparazioni e le lavorazioni, invece, cerchiamo di lavorare piccole quantità di prodotto alla volta e di lasciare meno avanzi possibili in frigorifero.

Per concludere

Anche all’interno della nostra realtà di Blessed Brands ci impegniamo ogni giorno nel portare avanti una cucina senza sprechi, facendo scelte il più possibile consapevoli, sostenibili e rispettose dell’ambiente e di chi ci circonda. Nonostante ciò, non possiamo non fare i conti con il nostro lavoro da fotografe e foodstylist che, talvolta, ci chiede di reperire e utilizzare prodotti fuori stagione per poter realizzare i contenuti richiesti con anticipo.

Quando questo accade, cerchiamo tuttavia di trattare al meglio gli ingredienti che abbiamo tra nostre mani, sfruttandone tutto il potenziale, evitando di produrre scarti e limitando, così, il più possibile ogni forma di spreco.

Lo so, la più grande tentazione è quella di pensare che, siccome la vita di tutti i giorni incalza con la sua frenesia e velocità, non ci sia spazio per avere queste accortezze. Vi assicuro però che basta anche solo una di queste semplici azioni per cominciare a portare un piccolo cambiamento nelle vostre cucine e, chissà, in un futuro anche nel mondo.

Le possibilità e le combinazioni sono talmente tante che ci sarà solo l’imbarazzo della scelta. Non vi resta che cominciare.

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Fonti

Il grande libro delle bucce”, Lisa Casali

“Cucina a impatto zero – preparare cibi sani e gustosi in modo sostenibile”, Manuela Vannini

“Cucina sostenibile – come acquistare e mangiare pensando al pianeta”, Fern Green

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